Carlo Rubbia: “L’esperto è colui il quale ha commesso tutti gli errori”.

Pochi giorni fa, pensando a questa frase, ho rivisto un interessante video del 2014 di Luca Mazzucchelli “Paura di sbagliare” e ho pensato che molti miei coetanei hanno paura di sbagliare.
A scuola purtroppo ci insegnano “la cultura del fallimento”, per cui è visto come un tabù tentare di fare cose nuove, perché c’è sempre qualcuno a giudicarci. La scuola secondo me è troppo impostata per premiare chi fa le cose giuste e giudicare insufficiente quelli che sbagliano. Noi studenti viviamo quindi l’errore con sempre maggiore ansia.
In America, per esempio, la mentalità è un po’ diversa e c’è un modo di dire molto interessante: “fail fast” ossia “sbaglia in fretta”.
Per noi studenti (come in molti altri campi) la via più rapida per imparare è sbagliare. A tal proposito mi sento di citare una frase celebre di Thomas Edison (l’inventore delle lampadine):
” Io non ho fallito 2000 volte. Ho solo trovato 1999 modi per non costruire una lampadina”.
Non bisogna quindi prendere l’insuccesso come un fallimento ma come un prezioso insegnamento su cosa non ripetere più.
Commettendo errori prendiamo atto dei nostri limiti, così da poterli superare. Lo studente deve essere libero di commettere errori così da capire più a fondo se stesso per migliorarsi. Non dimentichiamoci che “errore” viene dal latino “errare” cioè andare di qua e di là senza una direzione precisa. Come possiamo trovare nuove strade se non errando?

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Infatti si dice anche “sbagliando s’impara”.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del fatto che gli studenti non amano la scuola.
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Sicuramente farò un articolo per spiegarlo
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