
Siamo invidiosi a scuola?
Di recente ho visto un video di Marco Montemagno che trattava l’invidia. Mi ha colpito e ho deciso di farci un articolo.
Lui dice che l’invidia ti fa porre l’attenzione sull’altro e non ti fa concentrare sul migliorare te stesso. Di conseguenza se ti fai vincere dai sentimenti di invidia verso l’altro, non migliori, anzi dimostri a te e agli altri di essere ignorante.
Questo è vero, se durante un’ interrogazione siamo invidiosi del compagno più bravo di noi, e pensiamo solo a sfavorirlo, magari non facendolo rispondere o sminuendo le sue risposte, non alzeremo di certo il nostro voto.
Anche se alle volte non possiamo fare a meno di cadere nell’invidia, dobbiamo sapere che non gioverà a nostro favore. L’invidia è, a lungo termine, una strategia perdente. Quindi cerchiamo di riconoscerla in noi stessi e pensiamo a migliorarci piuttosto che a invidiare gli altri sia nella scuola che fuori.

L’invidia non è molto gratificante per nessuno, soprattutto per noi perché ci lascia sempre l’amaro in bocca, non è utile ,non é costruttiva ,dobbiamo cercare di capire ed agire di conseguenza superando questo stato d’animo, cercando un’alternativa..renderlo positivo così facendo riusiamo ad arricchirci e nonamareggiarci pensando di non essere all’altezza
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Le tue considerazioni sono giuste! L’invidia non fa bene a nessuno sopratutto a noi stessi. Bisogna distinguerla però dal sano spirito di confrontarsi con chi è più bravo di noi.
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Il confronto è sempre positivo per tutti!
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L’invidia è rancore verso chi possiede una qualità. L’invidioso augura il male all’altro, in modo da diminuire la felicità altrui!
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Hai ragione, questo è un bellissimo punto di vista. Grazie del commento, troverai altri rticoli interessanti
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In linea di massima l’invidia è un sentimento negativo perchè ci porta spesso a desiderare il male per chi è più bravo (o più bello) di noi; ma esiste anche un’invidia “buona”, che è quella che ci spinge a migliorare noi stessi per avvicinarci a che riteniamo migliore di noi per misurarci nell’ottica di una sana competizione.
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Talvolta però il confine non è così definito
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