Covid e giovani: perché non vaccinare anche i ragazzi?

Qualche giorno fa ho letto un articolo sul Corriere della Sera che mi ha fatto molto riflettere. L’articolo lancia un’ appello a tutto il paese, chiamato “paese dai capelli bianchi”, che deve ascoltare un’ altro mondo che si distacca, quello dei più giovani che sono costretti, in questo difficilissimo periodo a stare chiusi in una stanza con un solo mezzo con cui comunicare con il mondo esterno, la tecnologia; aggiungo che in questa chiusura forzata in cui siamo distanti dall’esterno in realtà con i telefoni, tablet e mezzi multimediali siamo connessi costantemente con gli altri, viaggiando anche dall’altra parte del mondo, questo mondo fatto di messaggi, foto, video e molto altro è talvolta più pericoloso e reale del mondo al di fuori dello schermo, come un bosco fitto e insidioso ( su questo argomento vorrei portare più avanti un articolo apposito: ditemi cosa ne pensate). Lo scritto sottolinea i nomi con cui veniamo definiti come untori o nullafacenti e molte altre denominazioni dispregiative.
Ci chiediamo perché si sentono all’ordine del giorno casi di autolesionismo fino al suicidio. Queste azioni avvengono per il disagio della mancata socializzazione con i coetanei e invece la costrizione ad una convivenza forzata con la famiglia che molto spesso diventa dolorosa e triste. A questo proposito il Corriere pone una domanda: perché non vaccinare anche i ragazzi? Così da disinnescare molte bombe che stanno per scoppiare. La domanda non trova risposta nell’articolo.
Sicuramente noi ragazzi non stiamo passando un bel periodo senza la possibilità di vivere il periodo più stimolante e divertente della vita: quello del gruppo di amici e del Sabato sera in festa. Si sa che i problemi grandi non hanno mai una soluzione semplice.
I giovani sono il futuro del paese e devono essere tutelati, ascoltateci!

In un paese di vecchi è logico che i giovani non vengano tenuti in considerazione anzi, con questa pandemia veniamo anche descritti dai media come i nuovi untori!
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Secondo me più che un paese di vecchi è la mentalità che è arretrata
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Gregorio hai perfettamente ragione da vendere…è propio la mentalità arretrata…ma vedi comunque si devono fare sempre delle scelte che di conseguenza acconteno taluni e scontentano altri…poi c’è il fatto che il vaccino non basta per tutti per la poca avvedutezza di chi ci governa…speriamo una vita migliore…..
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Infatti come ho scritto nell’articolo i grandi problemi non hanno mai una facile risposta.
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I giovani dovrebbero avere la possibilità di vaccinarsi prima degli altri così possono socializzare. Per i vecchi è più semplice rimanere a casa. I giovani devono potersi confrontare con i loro coetanei per crescere, i vecchi ormai hanno socializzato quando erano giovani.
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È vero, ma c’è comunque il problema che i più anziani sono molto più a rischio. Non è semplice prendere una decisione.
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